L’esempio della Fototeca Gilardi, dall’archivio storico online alle mostre fotografiche.

L’archivio fotografico di Ando Gilardi (1921 – 2012) rappresenta un patrimonio molto rilevante per la documentazione dell’Italia del dopoguerra. Fotografo, giornalista, storico e critico della fotografia, fra il 1950 e il 1962 iniziò a realizzare servizi fotografici a supporto visivo per i suoi articoli.

La collezione di negativi del fondo Ando Gilardi Reporter è oggetto di un’importante opera di recupero e digitalizzazione portata avanti dalla Fototeca Gilardi, con il supporto di ABF – Atelier per i Beni Fotografici di Torino.

L’archivio storico della Fototeca Gilardi è online dal 2012 ed è il cuore pulsante grazie al quale i suoi scatti diffondono quotidianamente cultura.

In questi anni, Patrizia ed Elena Piccini hanno costruito una vasta rete di contatti per promuovere il sito, che conta ormai circa 500 accessi di utenti iscritti tra editori, docenti e studenti universitari.  

Sono stati stipulati anche degli accordi con altre agenzie per la distribuzione e la vendita all’estero delle immagini dell’archivio storico.

L’investimento in una piattaforma di digital asset management ha permesso loro di sviluppare una strategia di comunicazione, di cui un elemento importante è la newsletter.

Ogni mese viene scelto un tema per il quale vengono selezionati degli scatti ed inviata una newsletter con le miniature delle immagini scelte e link alle anteprime sul sito. Il tutto con uno strumento di email marketing integrato nel software DAM.

Sul sito della Fototeca Gilardi è attivo anche l’e-commerce per la vendita di foto ai privati, che hanno la possibilità di acquistare le stampe digitali su carta delle immagini con qualsiasi carta di credito tramite PayPal.

La valorizzazione del patrimonio fotografico di Ando Gilardi passa anche attraverso le mostre.

Dal 15 marzo al 16 giugno, negli spazi della Wunderkammer presso la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, si terrà la mostra ANDO GILARDI REPORTER. ITALIA 1950-1962.

Il progetto espositivo è composto da una selezione di 55 immagini, in prevalenza istantanee prese nei luoghi di occupazione e nelle abitazioni, a documento delle condizioni di lavoro e di vita degli operai, dei braccianti agricoli e delle rispettive famiglie. In misura minore gli scatti riguardano situazioni di manifestazioni o dimostrazioni sindacali come scioperi, occupazioni di fabbriche o terre, oltre a momenti ludici e di svago, a testimonianza della ripresa del Paese.

A corredo dell’esposizione sono presenti una serie di documenti e rotocalchi originali che accompagnano il visitatore in un viaggio alla scoperta della ricchezza dell’archivio del fotografo.